{"id":2580,"date":"2026-09-25T11:05:00","date_gmt":"2026-09-25T09:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.butterfly-transport.eu\/?p=2580"},"modified":"2026-09-25T11:05:04","modified_gmt":"2026-09-25T09:05:04","slug":"man-ray-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.butterfly-transport.eu\/index.php\/2026\/09\/25\/man-ray-tutto\/","title":{"rendered":"MAN RAY Tutto"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>FONDAZIONE MAGNANI-ROCCA &#8211; MAMIANO DI TRAVERSETOLO (PARMA)<br>12 Settembre 2026 &#8211; 13 Dicembre 2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abDipingo ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere fotografato, ci\u00f2 che proviene dall&#8217;immaginazione, dai sogni o da una spinta inconscia. Fotografo le cose che non desidero dipingere, le cose che hanno gi\u00e0 un&#8217;esistenza.\u00bb Con queste parole Man Ray sintetizzava un&#8217;intera filosofia dell&#8217;arte, nella quale i confini tra le discipline non esistevano e ogni mezzo espressivo era al servizio di un&#8217;unica, inesauribile visione creativa.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Man Ray: tutto<\/em>&nbsp;\u00e8 la pi\u00f9 completa retrospettiva mai dedicata all&#8217;artista in Italia, con oltre 300 opere tra fotografie, dipinti, oggetti, sculture, grafiche, libri e film. Dal 12 settembre alla Villa dei Capolavori, sede della Fondazione Magnani-Rocca, in occasione dei cinquant&#8217;anni dalla scomparsa di Man Ray, avvenuta a Parigi il 18 novembre 1976.<\/p>\n\n\n\n<p>A pochi passi, nelle sale della collezione permanente, opere capitali di Tiziano, D\u00fcrer, Van Dyck, Goya, Canova, Monet, de Chirico, Morandi e molti altri. Tra queste, i capolavori ritrovati di Renoir, C\u00e9zanne e Matisse, tornati a casa, nella Collezione di Luigi Magnani. Tutto il mondo ne ha parlato e ora le tre opere sono di nuovo visibili nella Sala dei Maestri Francesi, il pi\u00f9 importante nucleo di pittura impressionista in Italia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se le grandi mostre che lo hanno celebrato hanno privilegiato di volta in volta la pittura o la fotografia,&nbsp;<strong><em>Man Ray: tutto<\/em><\/strong>&nbsp;abbraccia con pari dignit\u00e0<strong>&nbsp;tutte le discipline praticate dall&#8217;artista: fotografia, pittura, scultura, design, grafica, editoria, cinema<\/strong>. Sessant&#8217;anni di irrefrenabile sperimentazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le opere esposte figura&nbsp;<em>Le Violon d&#8217;Ingres<\/em>&nbsp;(1924), l&#8217;iconico ritratto fotografico di schiena dell&#8217;amica e musa Kiki de Montparnasse, con le effe di violino sulla schiena nuda. Accanto a essa sono esposti capolavori come&nbsp;<em>Lacrime<\/em>,&nbsp;<em>La preghiera<\/em>,&nbsp;<em>Anatomia<\/em>,&nbsp;<em>Noire et Blanche<\/em>&nbsp;e i celebri ritratti delle muse e modelle Lee Miller e Nusch \u00c9luard.<\/p>\n\n\n\n<p>La mostra segue l&#8217;evoluzione del linguaggio di Man Ray, nato a Philadelphia nel 1890, a partire dai primi anni americani, segnati dall&#8217;adesione al movimento Dada e dalla scoperta della fotografia, il medium che lo accompagner\u00e0 lungo tutta la carriera e al quale deve la parte pi\u00f9 cospicua della sua fama. Il momento dadaista si concretizza nella realizzazione delle prime sculture, come&nbsp;<em>By Itself<\/em>&nbsp;del 1918, qui presentata nella versione in bronzo del 1966, e la celeberrima&nbsp;<em>Ostruzione<\/em>&nbsp;del 1920, composta da 63 grucce di legno appese al soffitto in una struttura che moltiplica un singolo oggetto fino a trasformarlo in installazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il trasferimento a Parigi nel 1921 segna la svolta definitiva. Accolto da Marcel Duchamp, il mentore con il quale intreccer\u00e0 un&#8217;amicizia destinata a protrarsi per decenni, generando opere straordinarie presenti in mostra, Man Ray si inserisce nel vivacissimo ambiente dell&#8217;avanguardia parigina, divenendone ben presto il fotografo ufficiale, come dimostrano i numerosi ritratti dei protagonisti di questo mondo. Al lavoro su commissione per la moda si affiancano le sperimentazioni autonome: i rayographs e le solarizzazioni, autentiche icone dell&#8217;arte dada e surrealista, e la cartella&nbsp;<em>\u00c9lectricit\u00e9<\/em>&nbsp;del 1931, un portfolio di dieci photogravure realizzato con la collaborazione di Lee Miller, la grande fotografa statunitense prima sua assistente, divenuta poi sua musa e compagna, infine affrancatasi per seguire una carriera del tutto autonoma.<\/p>\n\n\n\n<p>La vena pittorica non viene mai abbandonata. Ne sono prova i dipinti esposti soprattutto a partire dagli anni Trenta nelle grandi mostre del Surrealismo: tra questi, il celeberrimo&nbsp;<em>\u00c0 l&#8217;Heure de l&#8217;Observatoire, les Amoureux<\/em>&nbsp;(1932\u20131934), in cui le labbra cremisi di Lee Miller fluttuano giganti nel cielo sopra l&#8217;Osservatorio di Parigi, opera nella quale il tormento della separazione si trasforma in visione cosmica.<\/p>\n\n\n\n<p>Accanto alla pittura prosegue la produzione grafica, che risponde alla volont\u00e0 di diffondere il pi\u00f9 possibile la propria opera, prescindendo dai concetti di unicit\u00e0 e di originale che per Man Ray sembrano perdere di significato. \u00c8 il nodo che oggi torna a farsi urgente, in una stagione in cui la tecnologia rimette in discussione che cosa sia un&#8217;opera e chi la firmi: i rayographs erano fotografie fatte senza macchina fotografica, e l&#8217;artista replicava i propri oggetti a quarant&#8217;anni di distanza senza vedervi alcuna perdita.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli oggetti d&#8217;affezione (ready-made trasformati dall&#8217;intervento dell&#8217;artista) incarnano con forza questa attitudine.&nbsp;<em>Cadeau<\/em>&nbsp;(<em>Regalo<\/em>), il ferro da stiro con i chiodi attaccati sotto, nasce il 3 dicembre 1921, giorno di apertura della prima personale parigina di Man Ray alla Librairie Six di Philippe Soupault: l&#8217;originale viene rubato lo stesso giorno, ma l&#8217;artista lo replicher\u00e0 pi\u00f9 volte a partire dal 1963. Anche&nbsp;<em>L&#8217;oggetto indistruttibile<\/em>&nbsp;del 1931 (un metronomo con l&#8217;occhio di Lee Miller, che diventer\u00e0 poi&nbsp;<em>Un oggetto da distruggere<\/em>&nbsp;al termine della relazione con la fotografa) nasce con l&#8217;idea di poter essere replicato, manipolato, rivisto secondo le occasioni.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;unione tra pittura e design si trova poi ad esempio in&nbsp;<em>Palettable<\/em>, un tavolo a forma di tavolozza, ideato nel 1941 e poi edito nel 1971, o nel&nbsp;<em>Monumento al pittore sconosciuto<\/em>&nbsp;del 1955. Artista tra i pi\u00f9 attuali del XX secolo, fu elevato a icona da Andy Warhol, che negli ultimi anni fu in rapporto con lui e ideale prosecutore delle premesse della sua ricerca nella nuova America del dopoguerra.<\/p>\n\n\n\n<p>La mostra offre anche la testimonianza di momenti capitali della storia delle avanguardie:&nbsp;<em>R\u00e9surrection des Mannequins<\/em>&nbsp;(<em>La resurrezione dei manichini<\/em>) documenta una delle sale pi\u00f9 affascinanti dell&#8217;Esposizione Internazionale del Surrealismo del 1938 alla Galerie Beaux-Arts di Parigi, dove alcuni artisti tra cui Dal\u00ed, Ernst, Mir\u00f3, Duchamp e lo stesso Man Ray decorarono manichini femminili in un allestimento che resta tra i pi\u00f9 leggendari del Novecento.<\/p>\n\n\n\n<p>Non mancano le rare ma significative prove cinematografiche, film entrati nella storia del cinema d&#8217;avanguardia, capitolo autonomo della creativit\u00e0 dell&#8217;artista ma inscindibile dalla sua intera visione, che concepiva l&#8217;arte come esperienza totale di vita, priva di barriere disciplinari, stilistiche, tematiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Speciale attenzione \u00e8 dedicata all&#8217;intenso rapporto fra Man Ray e l&#8217;Italia, in particolare negli anni Sessanta e Settanta.<\/p>\n\n\n\n<p>La mostra si avvale di prestiti provenienti da importanti istituzioni museali, da celebri gallerie e collezioni private italiane ed estere, ed \u00e8 curata da&nbsp;<strong>Walter Guadagnini<\/strong>,&nbsp;<strong>Mauro Carrera<\/strong>,&nbsp;<strong>Stefano Roffi<\/strong>. Con&nbsp;<em>Man Ray: tutto<\/em>&nbsp;la Villa dei Capolavori, che negli anni ha dedicato grandi mostre a figure che con Man Ray hanno condiviso il palcoscenico delle avanguardie, da Mir\u00f3 a de Chirico, da Cocteau a Warhol, dal Surrealismo a Munari, porta a convergenza quei percorsi nella figura dell&#8217;artista che pi\u00f9 di ogni altro li ha attraversati tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ricco catalogo, con la pubblicazione di tutte le opere esposte e di saggi dei curatori e di importanti studiosi fra i quali Paolo Albani, Silvana Annicchiarico, Andrea Bellavita, Eva Brioschi, Alice Ensabella, Flaminio Gualdoni, Marco Meneguzzo, Alessandro Nigro, Giangavino Pazzola, \u00e8 edito da Dario Cimorelli Editore.<br><br><a href=\"https:\/\/us.list-manage.com\/VCmwZLg9Pb7?e=013c7034df&amp;c2id=3aeb0bbab962a0e8765f456bfc070f1f\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">www.magnanirocca.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>FONDAZIONE MAGNANI-ROCCA &#8211; MAMIANO DI TRAVERSETOLO (PARMA)12 Settembre 2026 &#8211; 13 Dicembre 2026 \u00abDipingo ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere fotografato, ci\u00f2 che proviene dall&#8217;immaginazione, dai sogni o da una spinta inconscia. 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