{"id":79,"date":"2023-04-03T16:25:54","date_gmt":"2023-04-03T14:25:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.butterfly-transport.eu\/sviluppo-sito\/?p=79"},"modified":"2025-03-07T09:55:24","modified_gmt":"2025-03-07T08:55:24","slug":"articolo-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.butterfly-transport.eu\/index.php\/2023\/04\/03\/articolo-3\/","title":{"rendered":"Il Meglio maestro d&#8217;Italia, Perugino nel suo tempo"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Galleria Nazionale dell&#8217;Umbria<br>\u201cIl meglio maestro d\u2019Italia.<br>Perugino nel suo tempo\u201d<\/h1>\n\n\n\n<p>4 MARZO &#8211; 11 GIUGNO&nbsp;2023&nbsp;&nbsp;<br><br><strong>Il 2023 sar\u00e0 ricordato come l\u2019anno del Perugino.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dal 4 marzo all\u201911 giugno 2023, in occasione del V centenario della sua morte<\/strong>, la Galleria Nazionale dell\u2019Umbria di Perugia celebra con una grande mostra, c<strong>urata da Marco Pierini e Veruska Picchiarelli<\/strong>, Pietro Vannucci (1450 ca.-1523), il pi\u00f9 importante pittore attivo negli ultimi due decenni del Quattrocento.<br><br><strong>Volendo fare di sua mano Lui \u00e8 il meglio maestro d\u2019Italia<\/strong>. Con queste parole, in una lettera inviata da Roma a Siena il 7 novembre 1500, il banchiere Agostino Chigi presenta Pietro Perugino al padre Mariano, cogliendo con sorprendente capacit\u00e0 di sintesi due aspetti fondamentali della sua produzione: la straordinaria qualit\u00e0 e la presenza, che sarebbe diventata preminente, dell\u2019intervento di collaboratori.<br><br><strong>Che Pietro di Cristoforo Vannucci da Castel della Pieve fosse considerato il pi\u00f9 grande pittore attivo negli ultimi due decenni del Quattrocento \u00e8 comprovato<\/strong>&nbsp;da molte altre fonti dell\u2019epoca: tuttavia questo primato inizia gradualmente a dissolversi. Se si presta fede al Vasari, il giro di boa \u00e8 segnato dalla presentazione al pubblico fiorentino, nel 1507, della pala destinata all\u2019altare maggiore della basilica della Santissima Annunziata. Un clamoroso insuccesso, di fronte al quale un perplesso Perugino, quasi sessantenne, si difende dichiarando la sua impotenza di fronte a mutamenti del gusto ormai al di fuori della sua portata: Io ho messo in opera le figure altre volte lodate da voi e che vi sono infinitamente piaciute. Se ora vi dispiacciono e non le lodate, che ne posso io?, avrebbe commentato.<br><br>Molto probabilmente le numerose opere prodotte in questa estrema propaggine della sua attivit\u00e0, anche grazie all\u2019aiuto di una bottega industriosissima,&nbsp;<strong>hanno inciso in modo considerevole nella valutazione della statura del Vannucci<\/strong>, non solo da parte dei contemporanei, ma anche e soprattutto dei posteri.<br><br><strong>Lo scopo principale<\/strong>&nbsp;di questa mostra \u00e8 quello&nbsp;<strong>di recuperare la giusta prospettiva, per restituire a Perugino il ruolo che gli avevano assegnato il suo pubblico e la sua epoca.<\/strong><br><br>Da qui, la scelta di individuare per il progetto espositivo solo dipinti del Vannucci antecedenti al 1505, anno nel quale sono gi\u00e0 portate a compimento tre commissioni che segnano l\u2019apice della sua carriera: la Crocifissione della Cappella Chigi in Sant\u2019Agostino a Siena, la citata Lotta fra Amore e Castit\u00e0 gi\u00e0 a Mantova e soprattutto lo Sposalizio della Vergine per la cappella del Santo Anello del Duomo di Perugia, oggi nel Mus\u00e9e des Beaux-Arts di Caen.<br><br>Un\u2019ulteriore riflessione suscitata dall\u2019immagine dell\u2019artista che la critica ci ha consegnato sottende il secondo registro di lettura della mostra.&nbsp;<strong>La tendenza, cio\u00e8, a parlare spesso del pittore in abbinamento ad altri grandi maestri del suo tempo: l\u2019allievo di Verrocchio, il maestro di Raffaello, il compagno di studi di Leonardo.<\/strong>&nbsp;Questo spunto ha fornito l\u2019occasione per riflettere in maniera pi\u00f9 compiuta sul ruolo che Pietro ha effettivamente svolto nel panorama artistico contemporaneo.&nbsp;<br><br>Nell\u2019indagare entrambi i filoni di ricerca, si \u00e8 imposta subito come necessit\u00e0 quella di procedere sulla base di una geografia, che segue di t<strong>appa in tappa gli spostamenti del pittore o delle sue opere attraverso l\u2019Italia<\/strong>. \u00c8 sorprendente, infatti, come Perugino abbia lasciato tracce profonde del suo magistero in tutte le localit\u00e0 della penisola toccate dalla sua attivit\u00e0, da nord a sud, a iniziare ovviamente dall\u2019Umbria e dalla Toscana, teatri per eccellenza del suo lavoro, nonch\u00e9 sedi delle sue botteghe di Perugia e Firenze.<br><br><strong>L\u2019obiettivo finale \u00e8 quello di recuperare lo sguardo dei contemporanei, e di tornare a vedere in Pietro Perugino un protagonista assoluto del Rinascimento, quale fu per almeno due decenni.<\/strong><br><br>L\u2019esposizione, dal titolo<strong>\u201cIl meglio maestro d\u2019Italia. Perugino nel suo tempo\u201d<\/strong>, restituir\u00e0 all\u2019artista il ruolo che il pubblico e la sua epoca gli avevano assegnato, presentando i suoi maggiori capolavori, tutti antecedenti al 1504, nel momento in cui si trovava&nbsp;<strong>all\u2019apice della sua straordinaria carriera.<\/strong><br><br>L<strong>a mostra dar\u00e0 conto, nella maniera pi\u00f9 completa possibile, dei passaggi fondamentali del suo percorso<\/strong>: dalle prime collaborazioni nella bottega di Andrea del Verrocchio alle capitali imprese fiorentine che fecero la sua fortuna (come ad esempio le tre tavole gi\u00e0 in San Giusto alle Mura, oggi nelle Gallerie degli Uffizi, o la Pala di San Domenico a Fiesole); dagli straordinari ritratti alle&nbsp;<strong>monumentali pale d\u2019altare, quali il Trittico Galitzin, ora alla National Gallery di Washington, e il Polittico della Certosa di Pavia, per gran parte alla National Gallery di Londra ed eccezionalmente ricomposto per l\u2019occasione<\/strong>.<br><br><strong>Il catalogo conterr\u00e0 i contributi dei maggiori specialisti del pittore e ripercorrer\u00e0 le tappe della carriera di Pietro, dalla formazione al ritorno in Umbria all\u2019inizio del Cinquecento,<\/strong>&nbsp;con testi introduttivi volti a descrivere meglio il \u201ctempo\u201d del maestro, approfondendone la storia, il pensiero e gli spazi. Ampio margine sar\u00e0 riservato ai direttori e ai curatori delle collezioni di appartenenza delle opere in prestito, ad accentuare il carattere corale di un\u2019impresa che nasce prima di tutto da una collaborazione effettiva tra istituti, tra i quali le Gallerie degli Uffizi, la National Gallery di Washington, la National Gallery di Londra, il Louvre di Parigi e la Gem\u00e4ldegalerie di Berlino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Galleria Nazionale dell&#8217;Umbria\u201cIl meglio maestro d\u2019Italia.Perugino nel suo tempo\u201d 4 MARZO &#8211; 11 GIUGNO&nbsp;2023&nbsp;&nbsp; Il 2023 sar\u00e0 ricordato come l\u2019anno del Perugino. 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